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Marmo bianco

Alt.58 cm; largh. mass. 72 cm; spessore 15 cm Età adrianea (prima metà II d.C.)


Scheda opera

Capitello corinzio di lesena

Capitello corinzio di lesena con due corone di foglie d’acanto che presentano la costolatura mediana piatta e segnata centralmente da un profondo solco di trapano, il quale, sulle foglie della prima corona, si biforca alla base aprendosi in un piccolo triangolo, mentre su quelle della seconda corona prosegue sino alla base del capitello; due ulteriori coppie di solchi verticali, più corti, si dipartono dai lobi e marcano la pagina della foglia. I cinque lobi sono distinti da zone d’ombra pressoché verticali e sono articolati in quattro fogliette lanceolate dalla punta arrotondata, distinte per mezzo di sottili incisioni. Negli spazi fra le foglie della seconda corona compaiono i caulicoli con stelo solcato da una profonda incisione mediana e con spesso orlo a sepali rovesciati, resi in maniera piuttosto corsiva con una coppia di solchi di trapano; le foglie del calice, piuttosto aperte, presentano lo stesso trattamento delle corone e, con la piccola punta arricciata, sorreggono le elici e le volute. Queste sono formate da un nastro piuttosto sottile, leggermente concavo, aderente alla superficie del kalathos e che si avvolge in piccole spirali non particolarmente serrate. Da dietro la foglia centrale spunta un calicetto vegetale formato da due foglie poste di profilo, con le punte rivolte verso il basso, da cui si origina lo stelo per il fiore d’abaco, oggi mutilo.

Tipologicamente, il capitello si inquadra in quel filone codificato in età flavia e riprodotto nella parte occidentale dell’impero per tutto il II e III secolo; soprattutto per quanto attiene al trattamento dell’acanto, esso trova confronto con numerosi esemplari di età adrianea, quali i capitelli compositi e corinzi di Villa Adriana, quelli del Capitolium di Ostia eretto attorno al 120 d.C., un esemplare custodito nel convento di Sant’Alessio a Roma e un altro proveniente da Verona, ascritto al restauro sempre di età adrianea del teatro. In particolare, il dettaglio della costolatura mediana con solco che prosegue sino alla base del capitello si ritrova sui capitelli adrianei reimpiegati nell’Arco di Costantino e su alcuni esemplari dello stesso periodo nel Foro di Augusto a Roma.

Il capitello è quindi databile con sicurezza in età adrianea.